Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

 

 

La Fondazione Marino è una residenza sanitaria ad alta integrazione che può accogliere persone adulte con autismo e disturbo generalizzato dello sviluppo dell’intero territorio nazionale. Le attività del servizio residenziale comprendono prestazioni sanitarie di rilevanza sociale finalizzate alla prevenzione, individuazione e contenimento della disabilità, promuovendo il miglioramento della qualità della vita.

 

Dispone di un terreno di circa 6000 mq e si compone di un edificio su 3 piani f.t. così schematicamente suddivisi: al p.t. reception; uffici; palestra ed ambienti di lavoro. Al I piano zona giorno con cucina; sala pranzo; relax; studio medico e psicologico. Al II piano zona notte e lavanderia.

 

Tutti gli infissi sono con doppi vetri antisfondamento e sono provvisti di chiusura a chiave. Le ringhiere dei balconi sono alte con il ferro lineare per impedire un eventuale caduta. Le camere da letto, eccetto due singole, sono doppie e tutte con il bagno privato per accesso disabili. Su ogni letto è sistemata una telecamera per monitorare il sonno ed i bisogni di ognuno anche per prevenire disturbi notturni.

 

Un altro edificio contiene una piscina coperta fruibile tutto l’anno ed utilizzata sia dai nostri ragazzi che da personale esterno per attività riabilitative e sportive allo scopo di favorire una integrazione della struttura con il territorio.

 

Sono ubicati: a Sud, un capannone per attività di laboratorio floro / vivaistico e di lavorazione della ceramica, una serra per la coltivazione invernale di ortaggi e fiori; a Nord, un orto esterno per lo svolgimento di diverse attività occupazionali.

 

Gli obiettivi generali che la Fondazione Marino si è prefissa sono di:

Valutazione pluridisciplinare e pluridimensionale

Rieducazione funzionale sulle autonomie

Rieducazione di specifici processi cognitivi

Comunicazione funzionale

Training familiare

Inserimento lavorativo in contesto protetto: “ Locanda Tre Chiavi”.

Riabilitazione neuro psicomotoria

Riduzione terapia farmacologica

Servizio di residenzialità temporanea : Casa vacanze “ Spiti ti stoli”.

Formazione permanente di tutti gli operatori

Attività di informazione e sensibilizzazione del territorio

 

La pluralità di contatti, coltivati in questi anni, hanno posto la Fondazione Marino tra i primi referenti sul territorio in materia di salute mentale e in particolare per ciò che riguarda il "sapere come" orientarsi di fronte ad una diagnosi di autismo e disturbo pervasivo dello sviluppo.

 

Per ogni ragazzo residente  sono stati redatti e attuati progetti educativi volti ad un recupero funzionale delle abilità emergenti oltre che all'instaurarsi di relazioni significative con il gruppo di appartenenza residenziale e con la realtà territoriale e sociale circostante.

 

Con la presa in carico di ogni ragazzo, sono state accolte anche le difficoltà del suo "sistema vitale" in modo da supportarlo e sostenerlo nel difficile percorso emotivo di distacco dal proprio figlio. A tal proposito la Fondazione ha svolto azioni di volontariato a sostegno delle famiglie delle persone ricoverate ospitandole gratuitamente con vitto e alloggio in occasione delle loro visite.

 

Nella fase di avvio delle attività, si è scelto di seguire l’approccio educativo strutturato del Modello Superability, ideato dal proprio direttore scientifico Prof. Moderato, dell’Istituto Sacra Famiglia di Milano. Esso all’interno di un paradigma cognitivo-comportamentale prevede, attraverso adeguati e strutturati training di apprendimento individualizzato e la conseguente generalizzazione in diverse articolazioni, l’implementazione di tutte quelle abilità che possono ridurre lo stato di disabilità, oltre che razionalizzare gli interventi farmacologici.